Vedi Istambul

di Orhan Oamuk

Tra il dicembre 2012 e l'aprile 2013 ho scattato 8.500 foto del panorama che vedevo dal balcone dell'appartamento in cui abitavo e scrivevo nel quartiere Cihangir di Istanbul. Da un lato ero consapevole del legame esistente tra la nuova attività che svolgevo con tanto impegno e convinzione e il mio stato d'animo ma una parte di me rifiutava di approfondire troppo la questione e addirittura di riflettere sul motivo di quegli scatti. A cinque anni di distanza scrivo questa introduzione con l'intento di analizzare il mio stato d'animo dell'epoca e di indagare sul più ampio rapporto tra la fotografia e lo “spirito” del fotografo.

 

Whitby il porto dei pirati

È difficile trovare un altro posto con così tante storie da ascoltare, roba che quando ci arrivi – dopo aver attraversato un'infinita brughiera viola d'erica – ti sembra quasi di averlo già vissuto, mille libri fa. Le strade strette e colorate, i locali sulla baia tranquilla e poi le vele bianche nell'Atlantico, i resti di un' antica abbazia in cima alla collina. Odori e voci di mare, di avventura. Leggende di vichinghi e balenieri, di fantasmi e pirati, di vampiri. Dicono che la letteratura inglese sia nata qui, quasi millecinquecento anni fa, con un monaco che si chiamava Caedmon. Bram Stoker ci ha vissuto a lungo, ispirandosi per il suo romanzo – Dracula – e ambientandone l'arrivo della nave fantasma con a bordo il principe delle tenebre. Lewis Carroll abitava nella stessa casa della North Terrace, prima di Alice nel paese delle meraviglie.