Quel che resta di Venezia... a Creta

Non solo spiagge bianche e rosa, ma anche calli e campielli. L'altra faccia dell'isola più grande della Grecia riserva sorprese storiche. E un orto botanico con piante, fiori e chef...

di Mariella Grossi, Io Donna

 

Il nuovo filo di Arianna, a Creta, non porta al Minotauro, ma alla grande natura. Boschi mediterranei, canyon, spiagge e lagune rosa. Come Balos, annidata sulla punta della penisola di Gramvousa. La Cnn l'ha classificata tra le cento spiagge più belle del mondo: sabbia bianca, a tratti rosata, selvaggia, rifugio di falchi di mare e tartarughe caretta caretta. Si raggiunge con le barche che salpano al mattino dal porto di Kastelli Kissamos. Oppure in macchina, poi a piedi (non c'è ombra) lungo la sterrata che serpeggia all'inizio della penisola svelando piccole insenature solitarie.

Tutta la costa ovest è una scoperta. Ci sono le spiagge (sabbia) di Falassarna, ma il paesaggio è violato da una distesa di serre. Meglio proseguire a sud, lungo una costiera dai paesaggi wild, fino a Sfinari, mezzaluna di ciottoli addormentata tra le tamerici. Con la taverna Sunset che mette in tavola solo il pescato del giorno, un dentice, uno scorfano, cotti alla brace. Poi via fino al parco marino di Elafonissi e alle spiagge più spettacolari di Creta, dalla sabbia bianca e rosa corallo con una penisola di dune che cambia forma con i capricci delle maree. Dove il turchese del mare è assoluto, dove nidificano le tartarughe e crescono i gigli d'acqua. E non si può costruire. Gli alberghi più vicini, dieci minuti a piedi, sono rent a room essenziali; il migliore è l'Elafonisi Resort assediato da un uliveto, con un'ottima taverna: si va in cucina per scegliere il pesce.

 Mezz'ora d'auto ed ecco Chrisoskalitisa, monastero bianco arroccato sulla scogliera. Dov'è facile incontrare trekker, scarponi e zaino in spalla. Reduci dalla nuovissima The Cretan Way, 480 km e 28 tappe (se si affrontano tutte), che attraversa l'isola da est a ovest, dalla spiaggia di Kato Zakros al monastero. È il tratto greco dell'E4, mitico Cammino Europeo di dieci mila km dalla Spagna a Cipro. Che a Creta ha ripreso vita questa primavera dopo sei anni di lavori per sistemare percorsi, segnali, tracce gps.

Non è sotto il segno della natura, ma della storia, Chania, «Di Creta la città più bella» scriveva in Viaggi e altri viaggi Antonio Tabucchi che ne apprezzava l'impronta veneziana. E di veneziano restano gli arsenali del porto, le piazzette simili a campielli al fondo di vicoli antichi, il monastero di San Francesco, ora museo archeologico, sotto le cui volte di pietra si ammirano magnifici mosaici romani. Il boutique hotel con spa nel palazzo della famiglia veneziana Delfino. Ma si leggono anche le memorie del dominio ottomano nei resti di moschee, nella chiesa di Agios Nikolaos che ha campanile e minareto. Aveva ragione Tabucchi ad annotare che Chania ha «Il sapore ancora abbastanza intatto di un vecchia città cretese e la sua storia». Lo scrittore trascorreva le sue vacanze all'Hotel Doma, ex consolato britannico. A modo suo un'antologia della storia attraverso le foto, i libri della piccola biblioteca da leggere in giardino, i mobili di famiglia delle sorelle Koutsoudaki che hanno dato all'albergo l'animo di un salotto colto. Basta attraversare la strada, camminare tra magazzini sfioriti per cenare nella psarotaverna (pesce) più incredibile di Chania, Thalassino Ageri che ha sparpagliato i tavoli sulla sabbia, tra barche in secca. Unico rumore lo sciabordio delle onde.

Chania è una sosta di pochi giorni ma ricca di scoperte fuori porta. Il monastero veneziano di Aghia Triada (XVII sec.), quello di Gouvernetou (1573), remoto, al fondo di una strada sgarrupata tra ulivi selvatici. Se si arriva nelle ore giuste senza rischiare la canicola, si scende in un paesaggio da primordi fino alla grotta dove, tra stalattiti e stalagmiti, visse San Giovanni l'eremita. E, ai tempi dell'antica religione, si venerava Artemide.

Cambio di scena: 15 km verso l'entroterra verde, ai piedi delle Montagne Bianche c'è un immenso Parco Botanico con passeggiate di una o due ore fra alberi, fiori, essenze di tutto il mondo. Ingredienti dei piatti che vanno in scena sulla terrazza-ristorante.

E il mare? Per trovare insenature indimenticabili senza la folla di agosto, bisogna attraversare

l'isola, passare dal Mar di Creta al Mediterraneo. Magari attraverso le scenografiche gole di Imbros, fermandosi per un bagno ai piedi della fortezza, naturalmente veneziana, a Frangokastello, prima di raggiungere la pace di Aghios Pavlos. Oppure concedersi una notte a Rethymnon, altra cittadina turco-veneziana, in una dimora storica come Palazzo Rimandi. Poi ripartire verso sud e Aghia Galini (da evitare) prestando attenzione al cartello traballante che segnala Aghios Pavlos. Una spiaggia fra le scogliere. Con: un caffè sul mare, un albergo peryoga session. Una taverna con camere (rinnovate). Non c'è altro. Anzi c'è altro: il sentiero che doppia una scogliera e porta a spiagge solitarie ai piedi di dune gigantesche.

Lontano da tutto.