Natura nordica

L'arcipelago delle Aland nel golfo di Botnia nel Mar Baltico conta oltre 6.700 atolli di cui solo ottanta abitati. A 25 chilometri dalla costa finlandese, eppure si parla svedese.

 

La natura da queste parti deve aver fatto una giravolta... È esattamente questo il pensiero che ti accompagna quando tra gli spruzzi che scudisciano i fianchi del motoscafo diretto a Kobbaklintar ti accorgi delle decine di rocce affioranti. Sassi di porfido rosso in mare, lisci come dune del deserto? E perché l' acqua che ti bagna non ha il sapore di sale che conosci, ma piuttosto quello aspro di un lago? Le raffiche di vento combattono una strenua battaglia con il sole cocente. Ventisei gradi d'estate finlandese, un'altra giravolta della natura perché nel resto d'Europa ad agosto piove che sembra novembre.

Si naviga a zig zag: la rotta da Mariehamn fin qui è attraversata da istmi, isolette, baiette, fiordi. E sulle sponde ci sono tante “casette delle fate”, che alle isole Aland altro non sono che gli allegri cottage dei pescatori. Impossibile non averne uno, per il tempo libero, per le vacanze.

Verde acqua oppure rosa fucsia o azzurrine le mura delle casine, blu quasi grigia l'acqua su cui si affacciano.

 

A bordo, tra i turisti, si cerca con lo sguardo il limite di ogni isolotto, ma questo arcipelago dalla struggente natura nordica, sparpagliato nel golfo di Botnia (mar Baltico) confonde: oltre 6.700 atolli ma meno di ottanta quelli tutt'oggi abitati, una vera capitale (Mariehamn, che prende il nome da

Marija Aleksandrovna imperatrice-sposa dello zar Alessandro II) e decine di approdi. Venticinque chilometri dalla costa finlandese, eppure si parla svedese, il suomi viene insegnato a scuola ma non è lingua ufficiale, una bandiera propria (che nell'ignoranza forestiera si confonde con un cocktail di quella svedese e finlandese). Polizia, governo autonomo, un rappresentante al parlamento europeo, un cordone ombelicale finnico e una storia che ha avuto molto più a che fare con Russia e Svezia. La popolazione non raggiunge quota 30.000 persone. E i ragazzi che "emigrano" per l'università

a Helsinki o a Stoccolma vi tornano sempre appena diventano padri.

Nelle Isole del Pesce Persico (Landskapet Aland) la natura detta legge e anche la burocrazia parlamentare (poca) si adegua alla luce del sole (ad agosto tramonta intorno alle 23) ovvero al buio quasi perenne che accompagna l'inverno nordico. Sarà per questo che gli alberi che popolano il promontorio a Hausvidden sembrano di un verde sfolgorante.

Siamo dall'altra parte dell'arcipelago – a una sessantina di chilometri dall'aeroporto di Mariehamn – ma la capitale pare lontanissima. Come dice il pieghevole dell'hotel c'è “a glorious sunset at sea colours the western horizon" e una pace zeppa di suoni d'acqua, di fronde, di uccelli e di profumi. I cottage di legno e vetro si ergono come palafitte di fronte al mare e le passeggiate diventano scoperte continue. Perché dopo un cespuglio di ribes ce n'è un altro di lamponi, perché il mare s'infuria all'improvviso e dà sfogo a un gioco di onde show, perché alla fine di una giornata che sembra non finire mai (adesso ci sono circa 20 gradi, ma la luce ha cominciato a digradare) c'è il menù fusion del resort che ti conquista. Perché l'unica folla che ti aspetta d'estate nelle isole è quella dei ciclisti che attraversano in lungo e largo chilometri di piste ciclabili intorno ai boschi. E si fermano perfino a offrire le indicazioni del caso a chiunque abbia un'aria straniera.

Certo, a raccontarla così sembra una favola, ma qui i turisti arrivano in punta di piedi dalla Svezia, dall'Austria, dalla Germania, dai Paesi Bassi. Più difficile è incontrare italiani, spagnoli o francesi. Il mare è l'antitesi del caldo Mediterraneo, la sauna è un rito irrinunciabile, la birra profuma di miele, la marmellata dai mille gusti si trova in certi negozietti bio dall'aria country e la pesca è impressa nel dna di quasi tutti i ragazzi insieme a decine di altri sport.

Alle Aland si produce poco, ma nel poco rientrano moltissime varietà di patate (colorate e non) e mele belle come quelle di Biancaneve alimentano una fabbrica di succhi che è la più grande realtà industriale dell'arcipelago. E poi ci sono luoghi come Kastelholm Castle, un castello ricostruito più volte (l'ultima nel 2003) a uso dei posteri. Fronteggia l'open air museum Jan Karlsgarden che è l'esatta copia di un antico villaggio delle Aland con tanto di farm, stalle e case-botteghe. È il museo perfetto per i bambini, proprio come quelli del Maritime Quarter di Mariehamn.

Qui si trova il veliero (originale) Pommem che sul ponte e nelle galere svela non solo i segreti del mare ma la memoria di capitani e famiglie, gli oggetti della nave e i dettagli del passato. Basta salire a bordo per entrare in un'altra dimensione. Una delle tante che l'arcipelago nasconde.