Il segreto dell'isola scomparsa

Si chiama Zanara, la piccola Atlantide scomparsa di Giannutri. Certificata dal più grande cartografo fiammingo del Cinquecento e dalle mappe ufficiali dello Stato Pontificio. Un sogno o un'isola vulcanica poi affondata? È uno dei segreti, forse il più inviolabile, della piccola isola dell'arcipelago toscano raccontata da Marco Gasperetti sul Corriere della sera Viaggi.

 

Sul colle della villa romana, oltre le siepi, il panorama ti sorprende con mille suggestioni. Quelle (visive) del mare che pare dissolversi nel punto dove la silhouette dell'Isola del Giglio si confonde con il cielo; quelle (sonore e olfattive) del vento, delle onde, del canto dei migratori, del salmastro e dei glicini. E quelle (narrative) della leggenda di Zanara, «l'Isola che non c'è», mitico scoglio disegnato proprio in questo tratto di arcipelago toscano cinque secoli fa dal grade cartografo, scienziato e astronomo Gerardo Mercatore e che ancora oggi qualcuno sta cercando negli abissi.

Siamo a Giannutri, lo «scoglio» lungo tre chilometri e largo appena cinquecento metri, a sud-est dell'Isola del Giglio e a sei miglia dalla mondanità delle coste dell'Argentario. Un piccolo mondo antico dove vivono gli «eremiti postmoderni», tredici persone che qui trascorrono i loro sette mesi di solitudine l'anno in attesa, con l'estate, dell'arrivo dei primi visitatori.

Giannutri non è un'isola proibita come la vicina Montecristo (riserva biogenetica) o Gorgona e Pianosa che ospitano carceri. È un gioiello del Parco dell'Arcipelago toscano aperto, se pur con limitazioni, uno scrigno di tesori naturalistici, ambientali, storici e archeologici. Come i resti della villa romana del II secolo d.C., edificata dai Domizi Enobarbi, la nobile famiglia del marito di Agrippina, la madre dell'imperatore Nerone.

Dopo quindici anni di chiusura e un restauro, gli scavi riapriranno con visite organizzate. Per la prima volta è possibile visitarla da maggio di quest'anno sino a settembre, tre volte al giorno, in piccoli gruppi di 25 persone accompagnate da guide e con prenotazione obbligatoria (ci si può rivolgere al Parco o al Comune dell'Isola del Giglio, ma ci sono anche crociere da Castiglione della Pescaia e dall'Argentario), scegliendo poi se continuare a visitare l'isola anche nelle parti più inaccessibili.

 

L'accesso a Giannutri è libero (si attracca nelle cale Spalmatoio e Maestra, dove arriva anche il traghetto da Porto Santo Stefano e dal Giglio) ma le escursioni più belle sono rigorosamente guidate. «Come il percorso dei Grottoni – spiega Giampiero Sammuri, presidente del Parco – nella parte sud dell'isola, un cammino straordinario tra calanchi e costoni di roccia a picco sul mare. Oppure l'itinerario nord, un belvedere davanti alla costa dell'Argentario e dell'Isola del Giglio».

I sentieri attraversano la macchia mediterranea e i profumi di centinaia di specie arboree ti avvolgono: il finocchio selvatico è inebriante, le fragranze di erica, mirto e corbezzolo si fondono in un mix unico. Tutti odori diversi da quelli un po' annacquati che conosciamo. Perché almeno qui fitofarmaci, ibridazioni e incroci genetici non hanno distrutto la vera essenza delle piante.

 

Il mare? Fantastico, soprattutto per le immersione e per lo snorkeling. I fondali sono pieni di segreti, l'acqua è limpida e con un po' di fortuna si possono intravedere antichi relitti, anfore romane, coralli e licheni.

Le spiagge principali, non sabbiose, sono a Cala dello Spalmatoio e a Cala Maestra. Se ci si muove con una barca nell'estremità sud dell'isola c'è Cala dei Grottoni, con l'anfratto più spettacolare. E, via terra, poco più avanti il Faro, una costruzione della metà dell'Ottocento. Quando il mare è in tempesta, raccontano i vecchi dell'isola, il salmastro crea con il sole un effetto strano e si ha la sensazione di ammirare un dipinto dei Macchiaioli.

Poi c'è Zanara, la piccola Atlantide scomparsa di Giannutri. Certificata dal più grande cartografo fiammingo del Cinquecento e, due secoli fa mezzo più tardi, persino dalle mappe ufficiali dello Stato Pontificio. Un sogno o un'isola vulcanica poi affondata? È uno dei segreti, forse il più inviolabile, di Giannutri.

di Marco Gasperetti, Corriere della sera Viaggi, 22 aprile 2016

 

Per andare a Giannutri: da Porto Santo Stefano tel. 0564/812920; dall'Isola Del Giglio tel. 0564/809309

Per dormire: Le Dimore di Mimmina è l'unica struttura ricettiva sull'isola: una villa con 4 appartamenti. Servizio pulizie su richiesta – Indirizzo: Cala Maestra,www.ledimoredimimmina.com. Apertura: marzo-settembre. Prezzi: da 50 a 70 euro a persona. Con trasporto bagagli e scesa al mare t. 335 5878295

Su Airbnb: Casa Lentisco, dal 1all'8 giugno a 130 euro al giorno (5 posti): 32 gradini dalla spiaggia e terrazza su Spalmatoio; «La casa di Giannutri», (1-8/06) da 143 euro al giorno (6 posti letto) (www.airbnb.it)