Whitby il porto dei pirati

Nello Yorkshire del nord a caccia di storie noir e di rotte lontane. Qui abitarono Carroll, Stoker e James Cook.

 

È difficile trovare un altro posto con così tante storie da ascoltare, roba che quando ci arrivi – dopo aver attraversato un'infinita brughiera viola d'erica – ti sembra quasi di averlo già vissuto, mille libri fa. Le strade strette e colorate, i locali sulla baia tranquilla e poi le vele bianche nell'Atlantico, i resti di un' antica abbazia in cima alla collina. Odori e voci di mare, di avventura. Leggende di vichinghi e balenieri, di fantasmi e pirati, di vampiri. Dicono che la letteratura inglese sia nata qui, quasi millecinquecento anni fa, con un monaco che si chiamava Caedmon. Bram Stoker ci ha vissuto a lungo, ispirandosi per il suo romanzo – Dracula – e ambientandone l'arrivo della nave fantasma con a bordo il principe delle tenebre. Lewis Carroll abitava nella stessa casa della North Terrace, prima di Alice nel paese delle meraviglie.

E James Cook nel Settecento è cresciuto su questi moli come comandante, per poi salpare alla scoperta delle isole del Pacifico e scrivere a modo suo – cioè, navigando – l'epopea della marineria britannica.

 

Whitby, nello Yorkshire del nord, sulla costa orientale, a un'ora e mezza d'auto dagli aeroporti internazionali di Leeds o Newcastle.

È uno dei luoghi turistici più amati dagli inglesi, affacciato sull'Atlantico – alle spalle c'è il suggestivo parco nazionale del North York Moors – al centro di una spettacolare costa che pochi chilometri a sud porta alla baia di Robin Hood, e poi alla città di Scarbourough, mentre dieci minuti d'auto a

nord s'incontra uno spettacolare villaggio georgiano, Staithes, poi la spiaggia di Saltburn, con la più antica funicolare sul mare del Regno Unito. Pickering è una cittadina dell'interno famosa per i suoi mercatini: la si può raggiungere con un treno a vapore.

 

Whitby la chiamano nursery, l'asilo dei marinai britannici. Potete immaginare il fascino dei pub o dei ristoranti di fronte alla foce del fiume Esk, dove si tuffano i cormorani a caccia di pesci. Giurano che si mangi il miglior fish & chips di tutta l'isola (se non siete troppo affamati vi basterà una porzione small) e l'altra specialità è l'aringa affumicata, che si dovrebbe provare a colazione ma per certi palati è un'impresa. E poi piccole aragoste, molluschi, sgombri: c'è un sito internet locale che riporta il pescato della giornata, tanto per orientarsi prima di sedersi a tavola. In pieno centro, di fronte al porto, la casa che nella stretta mansarda ospitava il giovane Cook, è diventata un affascinante

museo dedicato al grande navigatore: tre piani da salire con calma per scoprire le tre epiche spedizioni verso il Nuovo Mondo, e

tanto affacciarsi a curiosare dalle finestre che danno sul porto.

Perdetevi nelle strade acciottolate, salite e scendete vicoli e scalinate come se il tempo si fosse fermato a qualche secolo fa. Date un' occhiata al sorprendente locale di Fortune, che vende le smoked kippers affumicate con legno di quercia nel garage sul retro.

Molti negozi offrono il black jet (giaietto) che chiamano anche ambra nera, un minerale piuttosto comune da queste parti.

Dai moli partono i battelli per le escursioni in cerca di balene o per osservare la costa coi suoi fossili e tracce di dinosauri.

 

Sulla scogliera ad est c'è la chiesa medievale di St Mary, con una stufa a carbone proprio al centro e il suo cimitero ventiso: la si raggiunge salendo 199 gradini, è lo stesso percorso fatto di notte da Lucy e Mina, protagoniste del romanzo di Stoker, quando Dracula appare alle loro spalle. Potreste fare una passeggiata con Harry Collett: organizza suggestivi ghost toura a sole 5 sterline. Accanto alla chiesa, i monumentali resti dell'abbazia che aveva ospitato anche Caedmon.

Nei mesi estivi, osservando al tramonto la chiesa dalla sponda opposta (dove abitava lo scrittore), all'improvviso due piccole finestre diventano rosse per uno strano gioco delle luci: e paiono gli occhi di un vampiro.