Un paradiso di colori

Fra le spiagge di Sandokan nel Mare delle Andamane in Malesia

 

Il mare è quello solcato da Sandokan, la giungla quella attraversata da Tremal Naik. L'isola di Langkawi è ancora l'immaginifico paesaggio malese raccontato da Salgàri, fermo nel tempo, stridente con l'Asia cementizia e tecnologica di oggi, per fortuna. La destinazione Malesia piace agli italiani che nell'ultimo anno hanno aumentato gli arrivi del 24 per cento, nonostante la grande distanza, dodici ore di volo fino alla capitale Kuala Lumpur. Il premio però è la qualità della vita, i prezzi per ogni tasca, l' economia solida, la stabilità sociale e un clima perfetto, mai sotto i 23 o sopra i 32 gradi. E monsoni che si manifestano solo sulla costa est del Paese.

Langkawi guarda la penisola dove finisce la Thailandia e comincia la Malesia, e galleggia nel mare delle Andamane, golfo del Bengala, a un' ora di volo dalla costa. Gode dello status di paradiso fiscale, cosa che ha agevolato il suo profilo di meta turistica: ed è l'isola più grande – circa il doppio dell'Elba – di un arcipelago di 101 isolotti classificato dall'Unesco come un Geoparco. Quattro di questi sono abitati: Pulau Tuba, Pulau

Singa, Pulau Dyang Bunting e Pulau Langkawi. A Langkawi si incontrano resort di lusso, palafitte rural chic, foreste pluviali, flora e fauna esuberanti, spiagge candide. E Mercedes cabrio e motorini con tre persone a bordo, tanto da sembrare la Goa di vent' anni fa, ma con più etnie.

C'è un mix pacifico di popoli (cinesi, indiani, tailandesi, indonesiani, autoctoni malesi) e di credi (musulmano, induista, buddista) ,oltre a una green attitude diffusa e un mantra buono per tutti. "Barefoot", vita a piedi nudi dal tempio all'hotel.

Dal nord dell'isola scende una spiaggia di 22 chilometri, Tanjùng Rhu, sabbie bianche orlate di piante simili al pino marittimo, le casuarine, intreccio vegetale suggestivo come quello di Avatar; dal mare emergono faraglioni calcarei, le lagune sono acquari giganti.

In questo paradiso si nasconde il Four Seasons Resort, i cui ranger ingaggiati dal Geopark Centre guidano in barca, lungo i canali delle foreste di mangrovie, una complessità vegetale dove non c'è un centimetro di suolo libero. L'esplorazione porta ad avvistare le Brahminy Kite, le aquile marine, e l'Oriental Pied Hornibill, gli uccelli muniti di un corno colorato sul capo e di un' apertura alare larga un metro. In queste acque abitano i Mudskipper, piccoli pesci che si mimetizzano nel fango, capaci di camminare, e anche i varani giganti e serpenti che sonnecchiano sui rami.

Con quale ritmo godersi Langkawi? Alternando la spiaggia alla vacanza attiva. Suggeriti la mattina presto, il trekking a cavallo o a piedi, le arrampicate con discese in corda doppia attraverso la foresta pluviale, immersioni e snorkelling da ricordare (nel parco marino di Pulau Payar). Bellissimo anche circumnavigare gli isolotti dalla vegetazione smeraldina che affiorano dalle acque azzurre: Langkawi Coral organizza le uscite, è però importante informarsi sulle condizioni.dell'acqua, se torbida meglio rimandare.

Sull'isola esiste un intero villaggio dedicato a bibliofili e intellettuali, Kampu Buku Malaysia, i cottage ospitano libri di autori locali e internazionali, nuovi, usati e antiquariato. E per chi ama i drink va detto che Langkawi consente il consumo di alcolici, diversamente da tutte le altre isole della Malesia.